Gli italiani continuano ad amare le “bionde”, ovvero le sigarette. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, sono 11,6 milioni i nostri connazionali fumatori, che corrispondono a un italiano su cinque: 7,1 milioni e le donne 4,5 milioni.
CAUSE ED EFFETTI Moltissimi studi scientifici dimostrano che il tabagismo rappresenta uno dei fattori di rischio più significativi dello sviluppo e della progressione delle malattie parodontali. Non solo: le sostanze chimiche presenti nel tabacco allungano e disturbano i tempi di guarigione e rendono meno prevedibili i risultati di qualsiasi terapia odontoiatrica o chirurgia orale.
In quale modo il fumo aumenta il rischio di gengivite o di piorrea? I fumatori sono più a rischio dei non fumatori in tutte queste condizioni: indurimento della placca batterica sui denti, formazione di tasche profonde ricolme di batteri tra i denti e le gengive, perdita dell'osso e del tessuto di sostegno dei denti.
IL RUOLO DEL DENTISTA Al dentista spetta il compito di far capire al paziente che il fumo rovina il sorriso descrivendogli i reali danni cui va incontro.
Nel caso di un fumatore, specialmente se accanito, le operazioni di igiene orale che si fanno quotidianamente, non saranno più efficaci e solo una pulizia professionale eseguita dal dentista sarà in grado di rimuovere la placca. Se questa rimane intrappolata al di sotto della linea gengivale, i batteri finiscono per distruggere i tessuti molli spingendo le gengive a distaccarsi dai denti. In queste condizioni si formano le tasche parodontali nelle quali i batteri si annidano e proliferano indisturbati. Se non trattata, la malattia parodontale, prima causa di perdita dei denti, progredisce senza sosta. Le tasche diventano sempre più profonde, le colonie di batteri crescono e distruggono senza pietà osso e tessuti. Le gengive si ritirano dai denti, che sembrano più lunghi. In assenza di un adeguato trattamento odontoiatrico i denti non sono più saldi, provocano dolore e alla fine cadono.
NON SOLO SIGARETTE Una ricerca pubblicata nel Journal of the American Dental Association rivela che i fumatori di sigaro sono soggetti a perdita dell’osso alveolare e dei denti nella stessa misura dei fumatori di sigarette, e lo stesso discorso vale per i fumatori di pipa. Quello che segue è un elenco di piccoli e grandi problemi che riguardano in modo preponderante i fumatori, qualunque sia la loro modalità di assunzione del tabacco:
maggior rischio di cancro della cavità orale
alito cattivo
denti macchiati
perdita dei denti
perdita di osso
perdita del gusto
recessione delle gengive
irritazione e bruciore delle mucose orali
formazione di un maggior numero di rughe intorno alla bocca
CHE FARE? La risposta è ovvia e risolutiva: smettere di fumare. Una ricerca svedese pubblicata nel Journal of Periodontology mostra che nei fumatori i meccanismi di difesa dell’organismo sono più deboli. Basta smettere di fumare affinché la salute di tutto il corpo, bocca compresa, riprenda velocemente a migliorare.
Ci vogliono in media 11 lunghi anni perché il rischio di malattia parodontale di un ex-fumatore sia quasi uguale a quello di una persona che non ha mai fumato. Lo studio mostra anche la correlazione tra la quantità di sigarette fumate al giorno e le probabilità di malattia parodontale: chi fuma meno di un pacchetto al giorno ha probabilità tre volte maggiori rispetto a chi non fuma, ma chi fuma più di un pacchetto e mezzo al giorno ha un rischio sei volte più grande.
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